Loredana si chiamava Paolo, e aveva 16 anni. Una vita turbolenta e l'accoglienza in una struttura sbagliata. Loredana si è impiccata con il suo foulard preferito l'altro giorno.
Era vicina ad un processo che l'avrebbe messa faccia a faccia con il padre, violento con lei negli anni passati. Aspettava all'interno di una struttura di "recupero" per immigrati clandestini. Cosa faceva in quel posto? Se lo chiede anche la responsabile dell'istituto, che sa darsi solo una risposta: era qui con noi perchè nessuno la voleva.
Inutili gli appelli e le richieste ad ArciGay affinchè si occupasse del caso o facesse qualcosa. Nessuno si è fatto sentire, tranne Luxuria, che da grassa ipocrita si è indignata per quanto accaduto. Troppo tardi Onorevole Guadagno.
Non c'è cultura sulla disforia di genere e quindi nemmeno il sostegno per coloro che vivono questo momento delicato, giovani e meno giovani. Hanno trattato Loredana come una pezzente, non hanno aiutato Paolo, adolescente fragile. Non basta avere un deputato transgender se quando serve davvero non interviene, e si fa sentire solo quando litiga nei bagni di Montecitorio.
Manca proprio la (ripeto) cultura del diverso, come base per l'integrazione. Come se fossero realtà così lontane da noi. Eppure sono tutti qui, tutti.
Riporto una notizia ansa di oggi. Giudicate voi. Io però darei il premio all'insegnante in questione. Altro che denuncia. Va lodata. E al deficiente farei scrivere altre cento volte: "oltre che deficiente, sono pure ignorante!"
| CENTO VOLTE 'SONO DEFICIENTE' SU QUADERNO, INSEGNANTE IMPUTATA |
PALERMO - Un insegnante per punire l'alunno che fa il 'bullo' in classe lo obbliga a scrivere cento volte 'Sono un deficiente' sul quaderno. Ma il genitore del ragazzo l'ha denunciata. E adesso il pm ha chiesto per la professoressa la condanna a due mesi di carcere, pena sospesa, per abuso di mezzi di correzione. E' accaduto in una scuola media nel centro di Palermo. La vicenda è raccontata oggi da 'Il Giornale di Sicilia'. Il ragazzino, dodici anni, aveva vietato a un coetaneo l'ingresso nel bagno dei maschi dicendogli 'Tu non puoi entrare, sei gay, sei femmina...'. Il padre si è rivolto ai carabinieri dopo avere detto alla docente: 'Mio figlio sara' deficiente ma lei è una c...'. Il pm Ambrogio Cartosio ha chiesto ora la condanna dell'insegnante di 56 anni. Il processo si svolge con il rito abbreviato davanti al gup Piergiorgio Morosini. La parte civile ha chiesto i danni. L'istituto si trova in un quartiere popolare nei pressi della stazione centrale. Il dodicenne frequentava la seconda media. E' descritto come un ragazzo "molto vivace". Considerato un leader tra i coetanei. La professoressa di Lettere con trent'anni di lavoro alle spalle ha deciso di punirlo in questo modo per stigmatizzare il gesto da bullo, compiuto all'inizio dell'anno scolastico concluso, nei confronti del compagno di scuola. Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano che senza entrare nel merito afferma: "Non esiste una regola generale per i docenti che si trovano davanti a un atto di bullismo. L'unica cosa da fare è non ignorarli. Alcuni docenti preferiscono affrontare il comportamento aggressivo con ironia spiazzando il ragazzo. Ma questo non può funzionare sempre". In ogni caso se la punizione per il ragazzo sarebbe dovuta servire a migliorare le sue nozioni di ortografia è stata inutile. Ha infatti scritto per cento volte "sono deficente", omettendo la"i". (foto archivio) |
Il canale è la 7, il programma Otto e Mezzo, ieri sera.
Quanti di voi lo hanno visto? Non se sperare pochi o tanti. Facciamo che mi auguro lo abbiano visto quelli che pensano che i programmi di intrattenimento siano trash.
Ospiti della puntata: Isabella Santacroce, Vladimir Luxuria, una deputata di Forza Italia, Ravani mi pare, e il poeta cattolico del quale non ricordo il nome.
La scaletta del programma prevedeva evidentemente due marchette, una al libro della Santacroce, l'altra per quello di Luxuria. Per quasi tutta la puntata si è parlato di Asia Argento e del bacio al cane. Cosa c'entrasse lo sanno solo loro.
La Ravani ha ripetuto troppe volte le parole "norma", "natura" e "normale", ribadendo i soliti concetti che il rapporto sessuale tra i due individui dello stesso sesso non è iscritto nell'ordine naturale delle cose. Luxuria, anzichè controbattere queste idiozie qualunquiste, si è lanciata in una critica feroce alle donne che cercano uomini ricchi (...) per poi passare a parlare del pianeta e della crisi climatica (...)
La Santacroce andava in trance ogni tanto, con discorsi senza dubbio "mistici" e forse non digeribili da tutti, ma molto più sensati dei discorsi degli ospiti in studio (lei era in collegamento da Bologna).
Ogni volta che il filo del discorso paresse tirare verso la diatriba sulle naturalità delle relazioni non etero, saltava fuori la Argento e il cane. Nel puro delirio di questa conversazione, la Santacroce comincia a ripetere come un disco rotto, parola per parola, quello che aveva detto negli interventi precedenti, con visibile imbarazzo del plastico conduttore e della cavallina bacchettona al suo fianco.
Succo del dibattito: Ravani si crede speciale perchè normale e nella norma, Luxuria è preoccupata per il clima, Santacroce è impazzita, il conduttore ha sorriso spesso e la sua assistente era morbosamente interessata al cane della Argento, il poeta cattolico confermava, a turno, le tesi di tutti.
Non hanno concluso nulla. Che sia la proiezione di un modo di fare diffuso?
Riporto qui di seguito una notizia ansa di oggi. Ancora devo capire se è una notizia buona oppure no:
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Dico: stretta su tempi in Senato |
| Fassino, no a "o Dico o morte", priorita' a diritti |
(ANSA)-ROMA, 15 MAG- La Commissione giustizia del Senato dovrebbe chiudere giovedi' la discussione generale sui Dico. Una quindicina i senatori iscritti a parlare. Per giovedi' sono previste due sedute per cercare di esaurire il pregresso e, se servira', una seduta straordinaria la prossima settimana. Nuova apertura, intanto dal segretario Ds Fassino secondo il quale l'importante e' ottenere il riconoscimento dei diritti e quindi non bisogna impiccarsi alla formula 'o Dico o morte' |
Buonasera. Prima di tutto mi scuso perchè questo non è un post sul Family Day, argomento vivo e certamente di rilevanza.
Non lo scrivo perchè sono sicuro che il buon Andrew ne avrà uno pronto e interessante, su Coraggio Laico.
Mi limito a far notare una cosa, sentita di sfuggita al Telegiornale, all'ora di pranzo. Come forse saprete, sono stati scarcerati i presunti pedofili dell'asilo di Rignano Flaminio, tutti tranne la bidella. Il Tribunale del Riesame perchè ha preso questa decisione, certamente impopolare? Perchè qualcosa non quadra. I bambini hanno fornito versioni discordanti fra loro e i particolari raccontati (su alcune auto e sul famoso casolare) non corrisponderebbero alla realtà.
Due degli indagati (uno è capo-struttura a Buona Domenica) oggi hanno parlato al TG5, dichiarandosi totalmente estranei ai presunti fatti riguardanti gli abusi, e c'è di più: sembra che una delle madri abbia enfatizzato i racconti della figlia e abbia iniziato la caccia al mostro.
Per carità, spero con tutto il cuore che sia così e che quei bambini non siano stati davvero molestati. Forse c'è davvero qualcosa di poco chiaro in questa vicenda? Non lo so, ma una cosa strana l'ho notata anche io. Più di una settimana prima dall'arresto degli indagati, io ho visto in tv la prima puntata di Live, il rotocalco di Studio Aperto, che guarda caso ha dedicato una puntata intera a questa storia, addirittura intervistando le madri dei piccoli abusati. Se consideriamo che quella puntata era stata certamente registrata diversi giorni prima, quanto tempo è passato prima che gli inquirenti venissero a sapere dell'accaduto? E poi, lo hanno saputo dopo i giornalisti e ancora dopo le denunce dei genitori? Mi sembra una situazione surreale e poco chiara.
Ripeto, spero sia solo una trambusto creato da genitori iper-apprensivi, ma questo trasformare ogni caso giudiziario in caso mediadico mi piace sempre meno. Si confondono le acque e ogni storia, anche se tragica, sembra una fiction.
Mi limito a darvi il link sull'aggiornamento Ansa, cliccate qua.
Io sono fiducioso, ho letto qualche parola sensata questa volta.
Purtroppo Gasparri ha dato aria alla bocca. Come al solito ecco le solite esternazioni d'odio, di chi, da completo ignorante, osa vedere nei Di.Co e nella laicità dello Stato "aberrazioni" e una "società violentata".
Vi segnalo anche un pezzo scritto da me, sul mio blog.
Sono un bimbo ingenuo, mi ero dimenticato che questo è tempo di 8x1000 e che i nostri beniamini in gonnella preferiscono non dire cose impopolari, i soldi sono soldi, eh.
Nel ring non fa il suo ingresso un porporato, come da me pronosticato, ma Ferrero. Egli si schiera contro la Bindi per non aver invitato le associazioni GBLT al meeting di Firenze e anche un po' per il Family Day ecc. ecc.
Ferrero dice: se non ci va la Bindi allora non ci vado nemmeno io. Vabbè, fai un po' come ti pare, verrebbe da rispondere. Ma no! Ecco che arriva la clamorosa dichiarazione di Rosy: non accetto la non partecipazione di Ferrero.
Ma come?! La Bindi è sempre stata la grande astensionista, colei che ha fatto del Ministro astenuto un marchio di fabbrica e ha sempre professato e spergiurato sulla sacrosanta professionalità super partes che ogni Ministro in carica dovrebbe avere (secondo lei). Ora Ferrero a Firenze non ci vuole andare...e lei non lo accetta?!
A Uomini e Donne, i Tronisti e le shampiste sono più coerenti. Rosy, non puoi lasciarti andare così, siamo solo all'inizio e Ferrero è solo il primo di tanti antagonisti. Beviti una tisana, stai all'ombra e sfogati con la tua amica del cuore. Basta poco per essere gentili, altri ti avrebbero detto di far pace con il cervello.
Bindi, Mastella, Ferrero! Chi sarà il prossimo a entrare in gioco?
Si avvicina il fatidico Family Day (a me viene da piangere) e il molto più significativo Families Night (accendete tutti una candela la notte dell'11, nel nome di TUTTE le famiglie). I primi contendenti scendono in campo, e sono di tutto rispetto, nel senso che sono due pezzi da novanta del contendere: Rosy Bindi e Clemente Mastella. La prima ha firmato con la Pollastrini la proposta sui Di.Co, Mastella vabbè...è Mastella.
Bindi non sarà in piazza perchè è convinta che i Ministri non debbano sfilare in manifestazioni di questo tipo, posizione che ha ribadito in più occasioni. Mastella invece ci andrà, perchè lui è sempre stato contro i Di.Co.
Ma non dovrebbe essere una manifestazioni "pro-famiglia" tradizionale ma senza spirito di andare contro a nessuno? Il caro Clemente, da poverello qual è, si è tradito ancora prima della manifestazione.
Ecco che salta fuori il vero intento del Family Day, e come al solito ha fatto una figuraccia. Sono troppo curioso di sapere chi saranno i prossimi a scendere in campo. Berlusconi? Bagnasco? Luxuria? Bagnasco? Binetti o Bagnasco?
Siate fiduciosi, questo Family Day non è prodotto da Endemol Italia, non rischia di deludere o di chiudere i battenti prima. I protagonisti sono tutti veri e purtroppo nessuno viene messo al televoto, rimangono sempre tutti in gioco...per decenni. Con questo clima da Bagaglino che mi pervade, mi dico che spero di essere ovunque ma non davanti a un televisore il 12, perchè sono sicuro che mi arrabbierei.
Piccolo avvertimento: non seguite la cronaca dell'evento dal Tg5, sarebbe quantomeno fazioso, visto che Rossella, il Direttore, ha fatto benedire gli studi da Ruini in persona (fatto, ahimè, vero).
Riprendo una notizia letta da poco su Gay.tv.
Il rappresentante dell'associazione GBLT del Virginia Tech ha ricordato i membri morti nella strage, sottolineando che non si vuole creare un caso sulle violenze agli omosessuali, ma che si tratta di un lutto che coinvolge tutte le comunità, bianche, nere e asiatiche. Ha inoltre ricordato che una ragazza associata (non si è specificato se gay) è sopravvissuta al massacro fingendosi morta per più di due ore.
Non saranno resi noti i nomi dei ragazzi e delle ragazze gay defunte, per rispettare la loro privacy e quella delle famiglie. L'associazione GBLT del Virginia Tech contava anche molti affiliati eterosessuali.
I media americani si sono scagliati a gran voce contro queste affermazioni, come per dire che in un dei campus più prestigiosi degli Stati Uniti non c'è posto per gli "anormali".
Come al solito, si dice e si ascolta solo quel che si ritiene meno scomodo.
Forse mi sono perso dei pezzi per le strade del Trentino, o magari le mie orecchie e i miei occhi non funzionano a dovere.
Sappiamo cosa è successo al Virginia Tech e sappiamo anche cosa i media stanno trasmettendo, ovvero il filmato integrale che l'omicida ha spedito nella pausa avvenuta durante il massacro.
Dicono che era pazzo, che aveva il volto della follia, "sentite quella voce senza espressione", che era stato ispirato dalle gesta dei ragazzi di Columbine, e non solo..."tiene le pistole come Lara Croft".
Si corre a condannare l'opera distruttiva di un ragazzo americano disperato. Omettendo l'evidenza.
Non ci si sofferma nemmeno un attimo sulle parole da lui pronunciate nel video (riassumo): voi non sapete cosa significa essere presi a sputi in faccia, essere costretti a ingoiare dell'immondizia, essere dati alle fiamme.
Lo vogliamo dire che questa persona pazza lo è diventata? Lo vogliamo dire sì o no? Veniva maltrattato ogni benedetto giorno, e doveva stare davvero male per arrivare a compiere una mattanza del genere.
Ma nessuno lo dice, meglio accusare i videogames, "questa gioventù senza valori", e sottolineamo pure che era orientale, è actual. Vorrei che qualcuno parlasse di quanto sia facile reperire le Saturday Night (pistole) nella patria dei sogni, di quanto ogni giorno possa essere Columbine.
L'omicida del Virginia Tech è stato condannato senza analisi, senza voler pensare troppo, perchè il cordoglio mediatico unisce le menti ipocrite. Matteo Moreno, invece, fra poco diventerà solo un povero idiota che si è tolto la vita, mentre i suoi compagni, quelli che lo molestavano, sono le vittime. Ce lo ricorda Jonathan Kashanian e una (presumo) ubriaca Daria Bignardi, che accusa le associazioni GBLT di voler trasformare Matteo in un martire gay.
Non facciamo lo stesso errore di chi ha preferito risolvere i propri problemi con le pistole o chi con un salto nel vuoto. Cerchiamo di analizzare con rispetto la situazione, dando a tutti le stesse possibilità e senza scegliere, per questioni di comodo, se chi sta peggio sono i morti o i sopravvissuti.